Come funziona questo calcolatore
Questo calcolatore stima la probabilità statistica che un'esposizione descritta abbia portato alla trasmissione dell'HIV. È un modello trasparente e basato su fonti, non un test diagnostico. Questa pagina spiega esattamente come si ottiene il numero, così puoi giudicarlo da te.
Passo 1: probabilità di trasmissione per singolo rapporto
Ogni tipo di esposizione ha una probabilità stimata di trasmettere l'HIV in un singolo atto, supponendo che l'altra persona abbia l'HIV e non abbia la carica virale soppressa. Usiamo valori coerenti con le stime dei CDC:
- Rapporto anale recettivo: 1,4% per rapporto
- Rapporto anale insertivo: 0,11%
- Rapporto vaginale recettivo: 0,08%
- Rapporto vaginale insertivo: 0,04%
- Sesso orale: circa 0,01% o meno
- Condivisione di siringhe o altro materiale per iniettarsi: 0,63%
- Puntura accidentale con un ago: 0,23%
- Sangue su mucose o pelle lesa: 0,09%
Passo 2: probabilità che il partner abbia davvero l'HIV
Se si sa che il partner è HIV positivo, questo fattore è il 100%. Se il suo stato non è noto, pesiamo il rischio in base alla prevalenza dell'HIV nel paese selezionato. Le opzioni per chi fa sex work e per gli uomini che fanno sesso con uomini aumentano la prevalenza ipotizzata, perché nella maggior parte delle regioni questi gruppi hanno una prevalenza più alta della popolazione generale. Sono approssimazioni, non dati locali precisi.
Passo 3: fattori biologici (solo esposizioni sessuali)
- Uso del preservativo: riduzione di circa l'80%
- Nessuna eiaculazione (con un partner maschio): riduzione di circa il 50%
- Circoncisione (per chi ha il ruolo insertivo): riduzione di circa il 50%
- Un'altra IST nel partner: il rischio circa raddoppia
- Infezione acuta (molto recente) nel partner: carica virale alta, modellata come un forte aumento
Questi fattori si applicano solo alle esposizioni sessuali. Non si applicano alle esposizioni ad aghi o a sangue.
Passo 4: esposizioni ripetute
Per più di un'esposizione usiamo la formula standard del rischio cumulativo, 1 − (1 − p)n, dove p è il rischio per singolo rapporto e n è il numero di rapporti. Il rischio si accumula, ma non arriva mai alla certezza solo per effetto della ripetizione.
Passo 5: prevenzione
- PrEP: riduce il rischio di circa il 99% se assunta con regolarità; riduciamo questo effetto in caso di assunzione irregolare.
- PPE: se iniziata entro 72 ore riduce il rischio, ed è tanto più efficace quanto prima si comincia. In Italia le linee guida indicano di iniziarla il prima possibile, preferibilmente entro 1-4 ore e non oltre le 48 ore (vedi PrEP e PPE).
- N=N: un partner con la carica virale stabilmente non rilevabile non trasmette l'HIV per via sessuale, quindi il rischio si riduce di fatto a zero.
Passo 6: correzione per un test negativo
Se inserisci un test HIV negativo fatto dopo il suo periodo finestra, la stima si riduce in base al tipo di test e a quanto tempo dopo l'esposizione è stato fatto. Un test negativo definitivo dopo l'intero periodo finestra esclude di fatto l'HIV per quell'esposizione.
Fonti
Le stime provengono dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC) degli Stati Uniti, dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dalla letteratura epidemiologica sottoposta a revisione paritaria. Le indicazioni sui servizi in Italia si basano sul Ministero della Salute e sull'Istituto Superiore di Sanità. Per maggiori informazioni vedi le pagine Domande frequenti e Capire il rischio.