Preservativo rotto: rischio HIV e cosa fare subito
Un preservativo che si rompe o si sfila è uno dei motivi più comuni per cui le persone cercano informazioni sull'HIV. È una situazione stressante, ma i servizi sanitari la affrontano ogni giorno, e c'è un piano chiaro e semplice.
Passo 1: decidi in fretta sulla PPE
La PPE (profilassi post-esposizione, detta anche PEP) è un ciclo di 28 giorni di farmaci contro l'HIV che può impedire all'infezione di stabilirsi. Se valga la pena farla dipende da chi è il tuo partner:
- Il partner ha l'HIV e non è in terapia, oppure la sua carica virale non è nota: vai subito e chiedi la PPE.
- Lo stato HIV del partner non è noto: il medico valuterà il tipo di rapporto e quanto è probabile che il partner abbia l'HIV. Nel dubbio, chiedi. Aiutarti a decidere fa parte del suo lavoro.
- Il partner ha l'HIV, segue la terapia e ha la carica virale non rilevabile: non trasmette l'HIV per via sessuale. È il principio Non rilevabile = Non trasmissibile (N=N), e di solito la PPE non serve.
In Italia la PPE si chiede al Pronto Soccorso di un ospedale con un reparto di malattie infettive oppure direttamente al reparto di malattie infettive più vicino. Nell'elenco dei centri dell'Istituto Superiore di Sanità, diviso per regione e provincia, molte strutture indicano anche se offrono la PPE.
Passo 2: capisci il rischio reale
Quando il preservativo si rompe, quel rapporto conta come un rapporto senza preservativo. Le stime pubblicate per singolo rapporto, con un partner che ha l'HIV e non è in terapia, sono:
- Rapporto anale recettivo (passivo): circa 1,4% (più o meno 1 su 70)
- Rapporto anale insertivo (attivo): circa 0,11% (più o meno 1 su 900)
- Rapporto vaginale recettivo: circa 0,08% (più o meno 1 su 1250)
- Rapporto vaginale insertivo: circa 0,04% (più o meno 1 su 2500)
Se non conosci lo stato HIV del partner, il rischio reale di solito è molto più basso, perché la maggior parte delle persone non ha l'HIV. Il rischio è più basso anche se il preservativo si è rotto prima dell'eiaculazione o se la rottura è stata notata subito. È più alto se c'è stato sanguinamento, se uno dei due ha un'altra infezione sessualmente trasmessa (IST) o se il partner si è infettato molto di recente.
Il nostro calcolatore del rischio HIV combina questi fattori per la tua situazione in meno di un minuto.
Passo 3: le altre cose pratiche
- Lavarsi: lavarsi delicatamente con acqua va bene, ma non elimina il rischio. Non strofinare e non fare lavande vaginali o anali, che possono irritare i tessuti.
- Gravidanza: se è possibile una gravidanza, la contraccezione d'emergenza funziona meglio quanto prima viene assunta. In farmacia o in un consultorio possono consigliarti.
- Altre infezioni: clamidia, gonorrea e sifilide si trasmettono molto più facilmente dell'HIV. Vale la pena fare un controllo completo per le IST circa due settimane dopo l'episodio.
Passo 4: fai il test al momento giusto
Un test fatto subito mostra solo il tuo stato prima di questo episodio. Dopo, un test di laboratorio di quarta generazione (antigene p24 e anticorpi) di solito rileva l'HIV tra 18 e 45 giorni dopo l'esposizione, e un risultato negativo a 45 giorni è molto rassicurante. I test per gli anticorpi, compresi la maggior parte dei test rapidi e degli autotest, sono definitivi a 90 giorni. Se fai la PPE, il centro che te la prescrive ti dirà quando fare il test dopo la fine della terapia. In Italia, nelle strutture pubbliche il test HIV è anonimo e gratuito. Nella nostra guida al test trovi il calendario completo.